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SAN BONIFACIO. DENUNCIA DELLA UIL FPL, DISAGI E RANGHI RIDOTTI IN CORSIA PER WEEK SURGERY E SERVIZI ANALISI

Prencipe: «I lavoratori sono preoccupati per la sicurezza, sembrano in aumento le piaghe da decubito. È una situazione strutturale»
All’ospedale di San Bonifacio manca personale, con carenze di assistenza e malattie da stress. A denunciarlo è la segretaria provinciale della Uil Fpl, Daniela Prencipe. «Già nove mesi fa avevamo sollevato la questione dei disagi causati da una riorganizzazione che ha coinvolto i settori della chirurgia e del pronto soccorso, ma da allora la situazione non ha fatto che peggiorare», spiega Prencipe. «Adesso siamo di fronte ad un problema che è generalizzato e molto preoccupante». Secondo la rappresentante sindacale, si stanno verificando dinamiche tali da generare sia circostanze degne di lamentele da parte dei pazienti, sia condizioni tali da rendere sempre più difficile il lavoro di infermieri ed operatori.«Purtroppo adesso la prima preoccupazione dei lavoratori è quella della sicurezza, visto che temono che vengano loro addebitate responsabilità per situazioni che sono invece dovute a carenze di personale ed organizzative», afferma la segretaria della Uil Fpl. «Con le altre sigle sindacali, Cgil Fp e Cicl Fp, ed assieme alle rappresentanze interne abbiamo indetto numerose assemblee con il personale. Quel personale che già prima lamentava un insostenibile carico di lavoro e che ora descrive una realtà davvero difficile».«Per quanto mi riguarda», prosegue, «io sono disponibile ad incontrare l’azienda ma è chiaro che non è più possibile accettare promesse senza fondamento. Qui siamo di fronte a situazioni ogettive non a capricci, per cui è il momento che l’Ulss chieda alla Regione di poter assumere altro personale. Ricorra alle liste di mobilità o faccia in altro modo, così non si può andare avanti. La Regione, che ha firmato un accordo che prevede per quattro anni l’erogazione di 25 milioni ogni 12 mesi per i medici di medicina generale, non potrà non dare risposta alle esigenze di infermieri, operatori e medici ospedalieri. Dobbiamo aspettare che questa situazione porti al collasso del sistema o a qualche grave incidente per intervenire?».Diverse, caso per caso, le situazioni difficili che si starebbero verificando al Fracastoro. Due in particolare quelle che secondo la Uil sono da porre sotto la lente d’ingrandimento. La prima è quella del laboratorio analisi. Qui, rispetto al 2013, ci sono tre tecnici in meno ma è aumentato il lavoro, con prestazioni che sono passate da due milioni e 700mila a due milioni e 900 all’anno: previste due assunzioni, di cui una a tempo determinato. Attualmente, d’altro canto, per garantire il servizio vengono anticipati i turni pomeridiani al mattino, facendoli diventare di 10 – 11 ore. «Qui al momento non ci sono segnalazioni di disservizi», continua la sindacalista, «però è un dato di fatto che i turni notturni vengono coperti con un solo tecnico e che non sono garantiti i 15 giorni continuativi di ferie previsti dal contratto».«D’ altronde la situazione è ancora peggiore ne andiamo a vedere cosa succede nell’area omogenea e nel week surgery (modelli di assistenza volti a ridurre i tempi di degenza) che sono state create riorganizzando in maniera affrettata alcuni servizi già esistenti. In 17 giorni ben sei lavoratori (nell’area omogenea sono 53 fra infermieri ed operatori e nel week surgery 39) sono andati in malattia a causa dei carichi di lavoro».Ma non è tutto, perché le assenze non sarebbero sempre coperte nei turni «E si verifica che ci siano anche 32 pazienti in week surgery quando non dovrebbero superare i 29 di giorno; 18 di notte quando il massimo previsto è 12». La conseguenza di tutto questo? «Assistenza carente ai pazienti che non sempre vengono alzati, tanto che sembrano essere in aumento le piaghe da decubito; vengono anche spostati di letto due o tre volte nel giro di pochi giorni; ci sono poi procedure non uniformate e la qualità del servizio è in calo, con aumento dei reclami degli ammalati e dei loro parenti». «Una situazione», conclude Prencipe, «che è ormai diventata strutturale e che peggiorerà con le ferie estive, a meno che non vi si ponga rimedio subito».
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