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Le ore di cassa integrazione a Verona crollano del 65%. Perina Uil “ma c’è ancora troppo precariato”

Crolla su base mensile, confrontando i risultati di giugno e luglio scorsi (-58,2%), e ancor più su base annua (- 65,5%), valutando i primi sette mesi 2016 e 2017, il numero di ore di cassa integrazione guadagni (Cig) autorizzato su richiesta delle imprese veronesi. Da gennaio la contrazione è così consistente che la provincia si colloca al settimo posto in Italia per diminuzione nel ricorso alla Cig.

I dati sono tratti dal Settimo Rapporto annuo redatto dal servizio Politiche attive e passive del lavoro di Uil, pubblicato pochi giorni fa. Secondo il report sindacale, che rielabora informazioni Inps, le imprese della provincia hanno richiesto a luglio molte meno ore di cassa integrazione rispetto a giugno, passando da un totale di 266.130 a 11.170, con un calo appunto che si avvicina al 60%. In regione ha fatto meglio Belluno (-98,2%). Bene anche Padova (-42,5%), Treviso (-47,6%). Al contrario, le aziende hanno fatto lievitare la domanda di accesso all’ammortizzatore a Venezia (+81,9%), Rovigo (+101,7%) e Vicenza (+1,5%). In totale in Veneto le ore autorizzate sono diminuite del -30,1%, da 3,7 a 2,5 milioni. I posti di lavoro salvaguardati sono passati da 21.800 circa a 15.200 (-6.500). I trend di Verona e del Veneto risultano in controtendenza rispetto all’andamento nazionale. Il mese di luglio ha infatti evidenziato una improvvisa impennata della Cig autorizzata rispetto a giugno, pari a 35milioni di ore (+27,1%).

Se il bilancio si sposta invece sull’analisi dei primi sette mesi dell’anno confrontati con lo stesso periodo 2016, il Veronese evidenzia una flessione ancor più drastica di ore di Cig autorizzata. Si passa da 5,8 a 2 milioni di ore, con un crollo particolarmente significativo della cassa integrazione straordinaria (-72%). La diminuzione nei sette mesi è tendenza comune a quasi tutte le province venete, ma nessuna arriva a totalizzare una contrazione pari o superiore a Verona. Solo Belluno aumenta il monte richiesto del +5,2%.

In regione il calo percentuale è del -37,1% (contro il -41,8% nazionale) da 33 milioni a 20 circa. L’ammortizzatore l’anno scorso aveva salvaguardato 27mila posti di lavoro; 10mila in meno quest’anno. I settori che hanno ricevuto più autorizzazioni di Cig sono l’industria (15 milioni di ore), l’edilizia (2,5 milioni) e il commercio (1,9 milioni).

Il risultato veronese, secondo il sindacato, deve essere letto con cautela. «L’andamento della cassa integrazione non è più un termometro che da solo consente di leggere il trend dell’occupazione. Siamo soddisfatti per i numeri in calo di ore autorizzate», ammette Lucia Perina, segretario provinciale Uil. «Ma troppa occupazione si caratterizza per precariato ed instabilità, che esclude spesso i lavoratori proprio dall’accesso agli ammortizzatori», riprende. «L’unica leva resta la riduzione del costo del lavoro, finalizzata alla costruzione di posti stabili. Diversamente molti lavoratori resteranno relegati in un limbo, impossibilitati a costruirsi una posizione pensionistica», conclude.

Fonte: L’Arena 14/09/2017

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