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Lavoratori della sicurezza in sciopero per il contratto. Uil TuCS “attenzione ai contratti pirata”

Innalzamento a 45 ore settimanali dell’orario di lavoro degli operatori che si occupano di piantonamento, eliminazione del pagamento in caso di malattia per ridurre i costi e ricorso al lavoro a chiamata, senza che a ciò corrisponda aumento salariale. Sono alcune delle richieste che i datori di lavoro dei settori della vigilanza privata e servizi fiduciari vorrebbero vedere inserite nel nuovo contratto nazionale, scaduto nel dicembre 2015.

«Se fossero accolte farebbero fare alla categoria un passo indietro di 30 anni», commentano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Tucs che hanno proclamato venerdì una mobilitazione nazionale, alla quale parteciperanno anche i lavoratori veronesi. «Malgrado le esigenze di sicurezza siano in aumento», affermano i sindacati, «la tendenza è di un contenimento estremo del costo del lavoro: sono sempre più frequenti le gare a corrispettivi inferiori alla retribuzione oraria prevista dal contratto nazionale, indette persino dalla pubblica amministrazione».

A questa discussione si aggiunge la piaga dei contratti pirata sottoscritti, sottolineano le sigle, «da fantomatiche associazioni datoriali e nei quali le condizioni salariali e normative vengono sistematicamente ribassate»

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