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Arena, nuova battaglia sulle nomine. Sindacati “vicedirettore artistico già abolito dal commissario Polo perché inutile”

Tornano a soffiare venti di bufera sulla Fondazione Arena. A far esplodere la rabbia di orchestrali, coristi, coreografi riunitisi ieri in via Roma, dove da settimane i lavoratori sono in «assemblea permanente», è stata la comunicazione della nomina per un anno di un vicedirettore artistico, con un compenso di poco inferiore agli 80mila euro.

Il nome scelto è quello di Stefano Trespidi, 48 anni, che nella sede di via Roma ricopriva già il ruolo di direttore alla programmazione artistica e alle relazioni internazionali. Nella scacchiera della Fondazione si tratta di una pedina strategica. Trespidi ha infatti firmato la regia di numerosi allestimenti operistici e da anni segue le produzioni di Franco Zeffirelli. Inoltre, collabora con vari teatri, dal Tblisi a Buenos Aires. Il comunicato nel quale si rende nota la decisione, datato 15 novembre, è firmato dal direttore risorse umane, Francesca Tartarotti, e la reazione, appena la notizia si è diffusa, è stata furibonda.

Tanto che nella mattinata di ieri, dopo un’assemblea, sono stati occupati tutti gli uffici trovati aperti, da quello del direttore generale Gianfranco De Cesaris a quello dello stesso Trespidi. Il provvedimento viene vissuto come «uno schiaffo» dai dipendenti costretti a casa per lo stop di due mesi deciso nell’ambito del piano di risanamento. Ma, a tale riguardo la dirigenza fa sapere che anche il vicedirettore rinuncerà allo stipendio di novembre. «Non ne facciamo una questione personale», precisano occupanti e rappresentanti delle sigle sindacali, «ma la figura del vicedirettore artistico era stata abolita da quando l’allora commissario Giuliano Polo l’aveva definita “unico caso al mondo”, e tutto ciò accade nel periodo di sospensione dal lavoro, quindi è logico che ci sentiamo beffati. E va aggiunto che da tempo la nostra pianta organica, scesa da oltre quattrocento lavoratori a 247, è gravemente carente».

Alle proteste replica lo stesso dg Gianfranco De Cesaris: «Come gli altri lavoratori, anche il vicedirettore artistico non avrà lo stipendio di novembre, il suo incarico è a tempo determinato di un anno a partire da dicembre, con una retribuzione pari a 76mila euro lordi, cifra notevolmente inferiore rispetto alla costo “storico”. Infatti, non solo la figura è prevista dalla dotazione organica approvata dal ministero, ma è stata ricoperta fino al 1 dicembre 2017 con una retribuzione lorda di 90mila euro».Ma il «vero risparmio», assicura De Cesaris, è che il compenso comprende le riprese delle regie del Festival 2019 nonché la regia della serata Domingo e la prestazione da regista collaboratore per la messa in scena di Traviata 2019. «Rinunciando a percepire la retribuzione di novembre considerato che tutto il personale si trova in sospensione, Trespidi», sottolinea il dg, «è invece già al lavoro per guadagnare tempo sulla programmazione invernale imminente ed estiva 2019 e 2020. Diversamente ci troveremmo in forte ritardo nella progettazione della stagione artistica con rilevanti ripercussioni anche dal punto di vista commerciale».

Ma a esasperare gli animi non è solo la nomina del vicedirettore artistico. «La scorsa settimana», spiegano i sindacalisti, «ci è stato presentato un documento carente di tutta la programmazione della stagione invernale al Filarmonico per il prossimo anno, ma la salvaguardia dell’integrità del teatro è uno dei punti basilari del piano di risanamento».

Fonte: “L’Arena 17 novembre 2018”

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