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Fondazione Arena, pronto il piano di rilancio

Marketing spinto, con l’obiettivo della crescita e della conquista di nuovo pubblico. E facendo quadrare sempre meglio i conti. È la filosofia del piano di sviluppo 2019-2021 della Fondazione lirica Arena, illustrato ieri ai rappresentanti dei sindacati del settore spettacolo di Cgil, Cisl, Uil e Fials – che erano già stati convocati lo scorso aprile – dalla sovrintendente Cecilia Gasdia e dal direttore generale Gianfranco De Cesaris.

A meno di due mesi dall’avvio del festival operistico estivo in Arena, e dopo che la Fondazione lirica è uscita negli anni scorsi dal piano di risanamento finanziato dalla Legge Bray, arriva dunque il piano. La Gasdia e De Cesaris hanno evidenziato le future azioni di sviluppo predisposte con il supporto della Business Integration Partners. Cioè la società aggiudicataria della gara per la redazione del piano di sviluppo finanziato interamente dalla Camera di Commercio, uno dei soci della Fondazione Arena insieme al ministero dei Beni culturali, al Comune, alla Regione e alla Cattolica Assicurazioni.

Come dice una nota della stessa Fondazione Arena, diffusa dopo l’incontro di ieri pomeriggio tra dirigenza e sindacati, l’illustrazione verrà fatta anche a tutti i lavoratori della Fondazione. Convocati per domani, «per renderli partecipi e condividere il percorso di rilancio che la Fondazione intende proseguire, tenuto conto della importanza primaria del coinvolgimento di tutte le forze lavoro». Va ricordato che la pianta organica stabile dei lavoratori della Fondazione Arena – dal coro all’orchestra, dai tecnici ai costumisti agli scenografi – è composta da 290 persone, che salgono a un migliaio durante la stagione estiva areniana, appunto con quelli stagionali. La Fondazione Arena gestisce sia la rassegna estiva, di cinque opere in 45 recite, più un paio di altre serate tra cui una di balletto – e anche le stagione invernale al Teatro Filarmonico.

Proprio in considerazione dell’unicità della Fondazione, che con l’Arena ha il teatro all’aperto più grande del mondo che è anche un onere da gestire da parte del Comune, proprietario (in corso manutenzioni per il valore di 14 milioni, nell’arco di alcuni anni) il sindaco e presidente della Fondazione, Federico Sboarina, ha chiesto al ministro dei beni culturali, Alberto Bonisoli, che alla Fondazione scaligera venga riconosciuto una sorta di statuto speciale. Il che potrebbe voler dire anche riconoscere una somma maggiore di Fus, il Fondo unico dello spettacolo, che tenga conto appunto anche delle particolari necessità di Verona. E da parte di Bonisoli, come aveva dichiarato nei giorni scorsi Sboarina, c’è una positiva apertura sulle istanze veronesi.

«Si apre ora una importante fase che, lasciato alle spalle il piano di risanamento appena conclusosi, è caratterizzata dalla volontà di proseguire e potenziare il rilancio artistico», prosegue la nota di ieri della Fondazione Arena. La cui dirigenza, pure nella nota, fa sapere che al termine dell’incontro aziendale con i lavoratori, domani stesso terrà una conferenza stampa sul tema.

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