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Appello dei sindacati “Elcograf, va pensata una riconversione”. Domani sciopero unitario

Non solo una protesta, soprattutto un grido di dolore per far luce sul rischio di perdere un altro pezzo storico dell’industria veronese: la Elcograf potrebbe chiudere e sia la proprietà che le istituzioni devono intervenire». Ecco la motivazione alla base dello sciopero che le segreterie nazionali e quelle provinciali di categoria hanno indetto per oggi e per domani, nei nove stabilimenti dell’azienda distribuiti in tutto il Paese, compreso quello di Verona, la ex Mondadori Printing passata nel 2008 nelle mani del gruppo Pozzoni, dove oggi lavorano 440 persone.

Se si concretizzasse il rischio paventato dall’azienda il mese scorso, in 200 rischierebbero di restare a casa. «A causa di una riduzione dei volumi delle commesse da parte di Mondadori, che oggi garantisce il 57% del fatturato di Elcograf, il margine operativo lordo dei primi due mesi del 2019 è risultato in perdita per oltre 3,5 milioni euro: se questo trend dovesse continuare, l’azienda sarà costretta a ridurre il perimetro aziendale, con la chiusura di uno o più stabilimenti produttivi, e Verona Rotative e Melzo sarebbero i primi», ha spiegato ieri Nicola Burato della Fistel Cisl, durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i sindacati di categoria (oltre a Burato, Paolo Seghi della Slc Cgil, Ivano Zampolli della Uilcom Uil e Alberto Pietropoli dell’Ugl Carta e Stampa) e i segretari provinciali dei tre sindacati confederali, Stefano Facci per la Cgil, Massimo Castellani della Cisl e Lucia Perina della Uil.

Perché l’obiettivo dell’iniziativa va più in là della volontà di tutelare i lavoratori. «Qui si tratta di salvaguardare una fabbrica, che è anche un simbolo della città: questo tavolo vuole richiamare alle sue responsabilità un imprenditore che ha il dovere di immaginare quali saranno le trasformazioni future del settore e avere la capacità di seguirle», ha sottolineato Facci, facendo riferimento alla necessità di «pensare a una riconversione industriale del sito produttivo, alla luce del calo del lavoro registrato negli ultimi tempi». Una riduzione dei volumi provocata, come ha ricordato Zampolli, «da un trend negativo che caratterizza tutto il settore della stampa» e nel caso di Elcograf, «accentuata dalla politica industriale attuata dal Gruppo Pozzoni, che negli ultimi anni ha concluso una serie di acquisizioni, generando preoccupazione tra gli editori, compreso Mondadori, che ha spostato altrove parte della stampa di libri e periodici». Venendo meno, in questo modo, a un accordo siglato con Elcograf alla quale avrebbe dovuto garantire un determinato volume di commesse fino al 2021. Ne è nato un contenzioso, «ma tra i due litiganti non devono essere i lavoratori a rimetterci», ha aggiunto Seghi. Oggi in cassa integrazione a rotazione, i dipendenti di Verona, ma anche quelli di Cles, in Trentino, e di Melzo, nel milanese, avranno a disposizione ammortizzatori sociali fino a fine 2020.

«Non c’è un sentimento rinunciatario», ha assicurato Perina, «vogliamo che questa azienda continui a dare ricchezza alla città». «E per questo non ci rivolgiamo solo al Gruppo Pozzoni», ha aggiunto Castellani, “ma anche alla politica e alle associazioni imprenditoriali affinché, insieme, si pensi a un percorso di riconversione della fabbrica».

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