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Scuola. Sindacati in prefettura «Manca il personale, si rischia il caos»

Fatti i dirigenti, bisogna fare il personale. Per dire che buona parte delle scuole veronesi, di nuovo guarnite della loro figura chiave grazie all’infornata di neo presidi, è comunque a rischio caos. L’anno scolastico aprirà i battenti con trenta classi a tempo pieno in più rispetto al 2018.Per farle funzionare, oltre a due insegnanti per classe, servirebbe un’iniezione di personale Ata, ossia dipendenti che svolgono funzioni amministrative e di sorveglianza: dai collaboratori scolastici agli assistenti di segreteria.Invece il contingente è stato tagliato del 37 per cento. In termini assoluti «mancano 150 figure necessarie a garantire l’apertura e il funzionamento dei plessi, nonché l’adempimento delle pratiche, a partire dalla liquidazione dello stipendio dei supplenti».

È quanto denunciano i sindacati del comparto (Cgil Flc, Cisl Fsnur, Uil scuola, Snals e Gilda) che ieri hanno organizzato un sit in di protesta davanti alla Prefettura.«Per vigilanza e sicurezza, fra mancanza di insegnanti e Ata, anche se non per sua volontà la scuola veronese dà alle famiglie più incognite che garanzie», tuona Alessio Rebonato della Cisl. Dei cento posti aggiuntivi richiesti, l’Ufficio scolastico regionale ne ha autorizzati 54.

«La ripresa delle lezioni sarà disastrosa», fa eco Maria Grazia Papuzzo della Uil.«Per carenza di personale si rischia che alcune scuole dell’infanzia eliminino il prolungamento d’orario», anche se il pericolo maggiore «lo corrono gli istituti comprensivi», evidenzia Elisabetta Capotosto dello Snals.«Accorpano più plessi, ma i collaboratori vengono assegnati in base al numero degli studenti e non delle sedi», aggiunge la sindacalista. «Basta una malattia per mandare in crisi l’ingranaggio».

A questo si aggiunge la carestia di Dsga, i direttori dei servizi generali e amministrativi che ricoprono un ruolo di primo piano per l’organizzazione delle segreterie, la contabilità e la gestione del personale. Mancano in 64 istituti su 105.Per la metà delle segreterie scoperte verrà riconfermato il Dsga «in prestito» da altre sedi o l’assistente amministrativo che ha acquisito la funzione superiore, per l’altra metà si procede oggi con le nomine.Il risultato non cambia: a settembre due scuole su tre non avranno il Dsga titolare. L’iter del concorso per reclutarli è partito (l’ultimo risale al ’92), ma non si concluderà prima di settembre 2020.

«Da contratto nazionale», spiega Beatrice Pellegrini della Cgil, «è prevista la mobilità verticale per chi ha esercitato la funzione per almeno 36 mesi, però per questa figura non viene autorizzata. Miopia gravissima che non garantisce la continuità gestionale».

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