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Sciopero lavoratori Atv «Stipendi al minimo, orari di lavoro pesanti»

Stipendi bassi, orari di lavoro pesanti, straordinari ben oltre la soglia massima prevista per legge. E rischi per la sicurezza, di chi guida gli autobus ma anche di chi i mezzi utilizza per andare a scuola o al lavoro. Con queste motivazioni i sindacati hanno tentato di attirare l’attenzione dei vertici di Atv, chiedendo tavoli e arrivando a organizzare due scioperi, il primo proclamato dalla Faisa Cisal nel maggio scorso e, il mese dopo, un altro voluto da Filt Cgil, Uiltrasporti, Fit Cisl ed Slm Fast. «Senza ottenere risposte», affermano. Parte da qui la decisione di incrociare le braccia altre otto ore oggi, primo giorno di scuola. «Ma sciopereremo al pomeriggio, dalle 16.30 alla fine del turno, per non mettere in difficoltà le famiglie», spiegano. La speranza è che la protesta serva ad aprire un tavolo con l’azienda, coinvolgendo anche l’amministrazione comunale che ieri ha incontrato le sigle confederali mentre questo pomeriggio sarà la volta della Faisa Cisal.

Facendo il conto degli iscritti alle diverse sigle sindacali, si prevede un’adesione allo sciopero del 90 per cento. «È la misura del livello di esasperazione a cui sono arrivati i lavoratori», spiegano i rappresentanti di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Slm Fast, supportati ieri durante una conferenza dai tre segretari confederali Stefano Facci per la Cgil, Massimo Castellani per la Cisl e Lucia Perina per la Uil. Buste paga alla mano, i sindacati hanno mostrato salari che, nel caso di alcuni neoassunti, non raggiungono i mille euro netti. «Un conducente appena entrato guadagna in media 1.150 euro, un impiegato 1.070 euro. Non va meglio per i lavoratori più anziani, i cui stipendi sono bloccati dal 2012: chi ha trent’anni di servizio porta a casa 1.550 euro, chi ne ha 15, guadagna 1.300 euro». Sono gli stipendi più bassi tra le aziende di trasporto pubblico del Nord Italia, commentano le quattro sigle. «Eppure», aggiungono, «i bilanci sono positivi da sette anni, l’ultimo, quello del 2018, registra utili per oltre tre milioni.

Nel frattempo le condizioni dei lavoratori sono rimaste invariate, ad aumentare sono state invece le retribuzioni dei sei dirigenti aziendali, passate da 813mila euro del 2015 agli 842mila del 2016. Ma non sono stati comunicati gli stipendi degli anni successivi».Il risultato è una emorragia di neoassunti: 35 se ne sono andati solo nel 2019, secondo i calcoli dei sindacati confederali. E la Faisa Cisal aggiunge: «Con l’inizio delle scuole, l’azienda è sotto organico di 50 conducenti». Oggi, per tamponare la situazione, sette controllori saranno spostati alla guida di autobus.

Fonte: L’Arena di Verona

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