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Il commercio veronese sigla il contratto provinciale. Sindacati:«Risponde a esigenze di imprese e giovani»

Oltre 35mila addetti delle imprese commerciali e dei servizi del Veronese hanno un nuovo contratto di secondo livello. L’accordo è stato siglato da Confcommercio e dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uilt. Restano quindi escluse le centinaia di dipendenti scaligeri delle aziende aderenti a Federdistribuzione. L’integrativo si applica retroattivamente dal 1° agosto 2017 al 31 dicembre 2020.

«Flessibilità, per rispondere ai picchi di lavoro, sopperire all’abolizione dei voucher e allargare al commercio i vantaggi del settore turistico, sicurezza da perseguire attraverso una formazione qualificata, e parte economica», elenca Paolo Arena, presidente di Confcommercio Verona, «sono i tre capisaldi di questo documento». L’accordo «arriva a 14 anni dal primo integrativo aziendale di settore in provincia», ricorda Floriano Zanoni di Filcams Cgil.

Nel dettaglio ecco le novità. Si parte dall’organizzazione del lavoro. L’orario sarà più elastico per affrontare picchi e cali di richiesta tipici del settore: in pratica in alcuni periodi dell’anno, ad esempio prima di Natale o Pasqua, si lavorerà di più per recuperare quando invece c’è meno bisogno. Il tutto a parità di stipendio. Per soddisfare le esigenze create dall’abolizione dei voucher è stato rimodulato il part time.

Il contratto collettivo nazionale prevede un orario minimo di 16 ore per aziende fino a 30 dipendenti, di 18 oltre i 30 dipendenti. «Il nostro secondo livello fissa limiti orari inferiori per specifiche realtà aziendali e per particolari condizioni dei lavoratori. I casi in deroga alla normativa nazionale saranno valutati dall’ente bilaterale», illustra Nicola Dal Dosso, direttore di Confcommercio. «In questo modo – aggiunge – abbiamo risposto alle necessità delle aziende alle prese con le aperture domenicali e degli studenti che possono essere occupati nei fine settimana, quando non sono impegnati con le lezioni universitarie». Per assicurare le aperture domenicali, infatti si terrà conto della disponibilità volontaria dei dipendenti. Verranno anche individuati i comuni turistici, nei quali, superando la distinzione normativa tra contratti del commercio e del turismo, le assunzioni a tempo determinato soggette a stagionalità non dovranno sottostare a limiti.

Ci sono poi le misure di natura economica. La detassazione dei premi di risultato, che finiranno in busta paga al netto delle imposte per un importo complessivo che può toccare i 3mila euro. E il trattamento di fine rapporto, che potrà essere anticipato non solo per spese sanitarie straordinarie ed acquisito della prima casa, già previsti dalla legge, ma anche per ristrutturazione della casa, aspettative non retribuite per malattie ed infortuni, eventi luttuosi. «Costruendo questo integrativo», evidenzia Andrea Sabaini di Fisascat Cisl, «abbiamo introdotto il welfare aziendale nelle realtà del commercio locale. L’ente bilaterale si è rivelato un laboratorio importante». Attualmente all’ente sono iscritte 3.500 aziende e 23mila lavoratori, ai quali ogni anno vengono restituiti 800mila euro in prestazioni, la metà circa in iniziative di formazione, che questo integrativo punta ad implementare.

Il lavoro nelle aziende del terziario aderenti a Confcommercio veronese sarà più sicuro e protetto da violenze e molestie. «Il secondo livello che abbiamo siglato introduce anche la rappresentanza territoriale dei lavoratori per la sicurezza», spiega Barbara Marchini di Uiltucs Uil, «che si occuperà di estendere la cultura della prevenzione alle realtà nelle quali non è stato nominato un rappresentante». L’organismo sarà composto da tre delegati dal sindacato che assisteranno le imprese ed i lavoratori per accrescere la consapevolezza in materia di sicurezza sul lavoro. Gli accessi in azienda saranno accompagnati anche da un rappresentante di Confcommercio. L’attenzione alla sicurezza sul lavoro sarà rafforzata anche attraverso un solido programma di formazione continua prevista dall’intesa. Inoltre all’ente bilaterale per il commercio ed i servizi sarà istituita anche la commissione paritetica che si occuperà della raccolta di segnalazioni e denunce contro violenze o molestie in negozi, uffici e magazzini. Il personale sarà formato sulla prevenzione e le procedure da seguire.

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