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Contratti provinciali agricoli bloccati. Riaprire immediatamente i tavoli negoziali

 

La Pandemia ha rallentato il Paese ed imposto il distanziamento sociale. Sugli scaffali dei negozi non sono però mai mancati i prodotti freschi, la verdura e la frutta.
L’emergenza sanitaria non si è trasformata in emergenza alimentare. Nel Veneto l’attività delle imprese agricole è continuata, nella gestione dell’emergenza, grazie al lavoro dei lavoratori agricoli, che non si sono fermati.

Nelle 9766 imprese agricole venete con dipendenti, i 14.437 lavoratori con contratto a tempo indeterminato ed i 61.225 con contratto a termine stagionale, in ogni giorno dell’anno producono ciò che arriva sulle nostre tavole.

Dal Veneto arriva il 10% della produzione nazionale (oltre 5,7 miliardi di € ai prezzi di base) con un valore aggiunto che supera i 2,6 miliardi. Sono in crescita sia il numero degli operatori biologici sia degli operatori DOP, IGT, STG (rispettivamente al 4% e 5% sul totale nazionale) sia delle imprese agrituristiche, ormai al 6% del totale nazionale. Quindi una attività di qualità e dimensioni crescenti, dove operano con professionalità oltre 75 mila dipendenti.

Come FAI-FLAI-UILA del Veneto riteniamo che queste persone meritino di essere riconosciute per quello che fanno. Per quello che hanno continuato a fare anche nel rischio Covid-19. Perché il loro lavoro ha una importanza per la società, oltre che per l’economia. Il loro contratto di lavoro (Contratto di Lavoro Provinciale ma con valenza di contratto nazionale per salario ed orario) è scaduto nel 2019 e ad oggi, riscontriamo forti difficoltà anche ad ottenere la disponibilità agli incontri, da parte delle Associazioni datoriali.

I lavoratori agricoli hanno diritto ad un contratto di lavoro; per la loro attività primaria, cui spesso non si pensa ed a maggior ragione in una condizione di Pandemia, al superamento della quale il loro contributo è stato ed è determinante.

È necessario che il negoziato per il rinnovo del loro contratto venga subito riattivato, è necessario riconoscere a questi lavoratori la loro importanza ed il loro sacrificio quotidiano. E fondamentale per garantire un’agricoltura di qualità riattivare subito i tavoli negoziali per i rinnovi dei cpl agricoli in tutte le province del Veneto tenendo conto di alcuni obiettivi: rafforzare il sistema delle relazioni sindacali; il mercato del lavoro, per garantire maggiore trasparenza e legalità, in contrasto con l’intermediazione illecita di manodopera; il potenziamento della bilateralità territoriale, anche in relazione alla Legge 199/2016; la promozione del welfare sussidiario integrativo; la designazione dei rappresentanti dei lavoratori della sicurezza territoriali (RLST), per ottenere maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro; il giusto incremento retributivo per i lavoratoti coinvolti.

Il rinnovo dei contratti serve anche per ostacolare la concorrenza sleale di chi non applica il contratto e non accetta il confronto. Infine, nei territori ci sono specifiche esigenze che vanno affrontate per sostenere lavoratori e imprese.

Mestre, 16 luglio 2020

 

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